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Il paese, situato su di un colle a metà della Piana di Navelli, si erge ad una quota di circa 800 m. slm. Dalla sommità del paese, che prese il nome dal dio Giano, Capo di Giano, Caput Jani, si apre sulla pianura variegata un vasto orizzonte, chiuso dapprima dai monti vicini e poi, in lontananza, dalle cime più alte dell'Appennino: il Corno Grande, il Monte Amaro ed il Sirente.
Avvicinandosi al paese ci appare maestosa ed imponente la torre quadrangolare dell'antico recinto fortificato (Cenni storici) che ospitava una guarnigione militare e, all'occorrenza le popolazioni del luogo. Dell'antico maniero che ebbe origini alla fine del XI sec., oltre al robusto mastio, oggi utilizzato come campanile, restano tre torri inglobate nelle abitazioni e due porte di accesso. Sui resti del Castello vennero costruite, nel ‘600 e ‘700, la chiesa parrocchiale dedicata a San Benedetto e l'oratorio dedicato alla Madonna ed al culto dei morti.
Dalla sommità del Paese si dipartono le stradine medievali del centro abitato, ben conservato negli aspetti tipologici. Qua e là si scorgono pietre del periodo longobardo, portali, stipiti ed architravi scolpiti. Nelle immediate vicinanze del paese si incontrano l'agreste chiesetta di San Pietro, autentico gioiello a ridosso del bosco e delle sporgenze rocciose della montagna e la chiesa di Santa Maria di Centurelli, magistrale rappresentanza del passato squisitamente agricolo del luogo, adiacente al percorso della romana via Claudia Nova, in un importante incrocio del Regio Tratturo.
Sempre nei dintorni del paese, durante gli scavi finalizzati all'ampliamento della S.S. 17, è stata rinvenuta nel corso del 2005 una Necropoli
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